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“Barbara”, una gigantesca nocciolina americana nello spazio

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4 febbraio 2009

Grazie a una tecnica molto innovativa sviluppata da un team di astronomi italiani e francesi è ora possibile misurare anche da Terra, con un livello di dettaglio mai raggiunto finora, dimensioni e forma di asteroidi piccoli e lontani.  Il procedimento utilizza il  Very Large Telescope Interferometer, VLTI, il  sofisticatissimo sistema di 4 telescopi europei da 8 metri sulle Ande cilene. I primi oggetti osservati sono stati gli asteroidi Barbara, di cui si conoscono ora dimensioni e forma con precisione, e Gaspra. Di quest’ultimo  si conoscevano già con precisione le dimensioni e quindi è stato utilizzato come riprova della bontà del metodo sviluppato. Con la nuova tecnica conosceremo  meglio le caratteristiche degli asteroidi di piccola taglia, avendo così preziose informazioni su questi corpi, formatisi miliardi di anni fa, agli albori del Sistema solare.

Barbara e  Gaspra sono asteroidi delle dimensioni di poche decine di chilometri e distanti da noi, al momento delle osservazioni di cui parliamo, ben 180 e 130 milioni di chilometri, rispettivamente. Dei granelli di polvere persi nel cosmo, come dire, identificati dagli astronomi, in modo assai poco poetico,  anche con i numeri 234 e 951. Eppure  ora ne possiamo misurare dimensioni e forma con un dettaglio strabiliante. Queste misure sono state ottenute grazie alla tecnica cosiddetta interferometrica da un gruppo di ricercatori italiani e francesi,  sfruttando le caratteristiche del Very Large Telescope Interferometer, VLTI, dell’ESO in Cile. Questo è un sistema di quattro telescopi da 8 metri di diametro che lavorano in parallelo, aumentando in questo modo la capacità di catturare dettagli  anche minimi a distanze elevatissime. Questo nuovo metodo apre la possibilità di studiare le caratteristiche di molti piccoli asteroidi finora mai osservati così accuratamente.

“Conoscere con precisione dimensioni e forme degli asteroidi è un elemento determinante per capire come, agli albori del nostro Sistema solare, polveri e ciottoli cosmici si sono aggregati per formare corpi celesti di grandi dimensioni e come poi collisioni e altre interazioni li abbiano modellati così come li osserviamo oggi” commenta Marco Delbo, ora dell’Observatoire de la Cote d’Azur ma per anni all’Osservatorio di Torino dell’INAF, che ha guidato il team italo-francese.

I ricercatori hanno collaudato la nuova tecnica osservativa puntando il Very Large Telescope Interferometer su Barbara, un piccolo asteroide di cui Alberto Cellino dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Torino aveva già segnalato la peculiarità. Le immagini prodotte, di un dettaglio mai raggiunto prima, mettono in evidenza una struttura composta apparentemente da due corpi principali, del diametro di 37 e 21 chilometri, distanti tra loro almeno 24 chilometri. “Le due parti sembrano essere a contatto, rendendo Barbara simile a una gigantesca nocciolina americana, ma potrebbero anche essere tra loro separate” continua Delbo. E se Barbara fosse realmente un asteroide doppio, il risultato ottenuto sarebbe ancora più importante. Combinando infatti queste informazioni con quelle della sua orbita, gli astronomi potrebbero calcolarne la densità, ottenendo preziose informazioni sulla sua composizione.

“Per risolvere completamente il problema della forma di Barbara saranno necessarie ulteriori osservazioni con i telescopi del VLTI: il risultato di questa tecnica è quello di avere un'acutezza visiva equivalente a quella di un singolo telescopio con uno specchio di diametro pari alla distanza che separa i due telescopi, ossia, nel nostro caso, 47 metri” dice Sebastiano Ligori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Torino, uno degli astronomi che hanno ideato l’innovativa tecnica.

Per informazioni:

Sebastiano Ligori, INAF-Osservatorio Astronomico di Torino

E-mail:   ligori@oato.inaf.it, tel. 011 81 01 964, cell. 348 71 0 31 35

Questo comunicato viene diffuso allo stesso tempo della press release dello European Southern Observatory, ESO.

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Visione artistica dell'asteroide (234) Barbara (cortesia ESO)

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